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    September 04

    stellina, per l'ultima volta

    Stellina R.I.P.

    Questo Post ha un'origine molto antica, ma è stato incubato per molti mesi, forse per fissare le idee o forse perchè non era ancora il momento. Ecco così il primo intervento del dopo-estate.

    questa settimana  è stata molto intensa... lunga e faticosa, ma è finita! però non è sata come nessun'altra! e la ricorderò a lungo, per sempre. O almeno credo che un gionro resterà a lungo impresso nella mia mente. Lunedì 8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, ma anche data di chiusura definitiva della Stellina…

    già, la Stellina. Quella specie di rifugio in montagna, vicino a Mondovì, a cui sono legati molti passi della mia crescita. Da quando ero un bambino a quando son diventato animatore, ma gradualmente, passo dopo passo. Ed è là, tra quei letti duri e plasticosi, tra quelle sedie ormai scolorite, che sono anche diventato quello che sono, per una piccola fetta.

    Già... ricordo come se fosse ieri il mio primo e unico minicampeggio... com’era tutto diverso e lontano, chi l'avrebbe mai detto che io sarei poi diventato così!?! che anche io ne avrei fatto parte, ma dall'altra sponda!
    E poi le uscite... quando si saliva in macchina... Quando un lettore mp3 non si sapeva nemmeno cosa fosse e quando si andava su si ascoltavano i cd e le cassette(di tutti i generi). Si faceva casino in macchina... già! Sembra ieri. Poi le serate e le litigate che si fanno lassù! I casini notturni... lo scegliere la stanza dove si sente meno il rumore... lo stare sempre allerta! Gli armadi, le saponette, le mosche, le prese elettriche lontane e scoperte... tutto! E poi quella strana magia che c'era dopo un quarto d'ora che si era saliti, quell'isolazione che ti abbracciava piano piano ma a farti sentire bene come dentro una coperta calda.

    Ogni volta che salivo era sempre diverso, c’era qualcosa che era cambiato. Alle volte avrei voluto, forse, essere a Torino; altre non vedevo l’ora di scappare. Così dopo tutto il viaggio, la sistemazione si, arrivava sù. C’è un odore che mai mi scorderò, come la “galette” di Proust, il the caldo alle 16.30, merenda e poi animazione. Ma quel profumo, quel vapore che ti saliva per le narici ed esaltava la freschezza dell’aria pulita e fresca che c’era lassù, c’era sempre.  Chissà quando mai potrò riassaporarlo così…

    Poi, col passare del tempo, arriva anche la prima superiore e alla Stellina vado come animatore. Mi sembra ieri. Era un sabato ed io ero a Torino a dare il PET(passato, ma senza merit…evviva!). Poi di corsa su, e si riapre un nuovo mondo....

    primo anno... i grandi erano Mario e Mariel. Mi ricordo come se fosse ieri che appena sono arrivato c'era Andre che aveva una mano fasicata per la sua scottatura contro la stufa e poi che c'era una miriade di bambini che urlavano e io che non capivo nulla... noi non sapevamo dove avremmo dormito, ah che bello! Di noi come aniamtori c'erano anche Andre, Brambi, Ale, Chiara, Elisa, Martina, Elisa, Ludo e Giovanna. E anche se lontano nel tempo certi ricordi per me sono indelebili... come ad esempio la gavettonata che ci siamo fatti tra di noi.
    Oppure i topi che c'erano! ahah... quando con Mario ci siamo messi a cacciarli...quante risate!!con Ludo che se l'è anche trovato nella brandina (o valigia, non ricordo benissimo…) .
    Poi la nostra prima notte, verso l'una e mezza, con l'Assessore che arriva da Andre e gli dice "animatore sto male"(e inizia a vomitare) e Andre spostandolo dice "che cazzo fai?". E la giacca è battezzata.
    Come non ricordare quando è salito Bruno e la scena che Mario ha fatto con Giaci per chiedere se poteva restare.
    E quell'anno lì era anche quello della casa della signora Lucia, Lucy! Quell'enorme stanza, tutta arredata che ci aveva concesso per dormire. Quanto casino, comodità e divertimento.
    Ricordo anche quando ho fatto male al ginocchio di Elisa, che era stato da poco operato... e vedendola in lacrime mi ero sentito davvero male per tutta la sera(e anche oltre…), là quando era il mio turno dalla signore Lucia.... scusami!
    Ma di quella stessa serata mi ricordo anche che nel casino generale, mentre tenevo il ghiaccio e mi congelavo le mani... avevo chiesto uno scottex e Giovanna se n'era veuta con tutto il rotolone.
    Altro momento indimenticabile era stato il gioco notturno... con la conta finale dei bambini per veder se non ne avevamo perso nessuno.
    Già... che bei momenti che ho passato... davvero! è stato un primo anno grandioso.

    secondo anno... solo noi e i Dodo. Convocati: Io, Andre, Brambi, Chiara, Marianna, Carla, Chiara, Elisa, Teresa, Martina, Andrea, Ludo e Sere. Questo non so bene il perchè ma me lo ricordo come l'anno più bello! I bambini erano tanti, il gruppo affiatato e andavamo tutti d'accordo... c'era lo slogan mio e di Andre "Donne in cucina, uomini ad arbitrare" e la conditio ut sine qua non per arbitrare era conoscere il fuorigioco passivo.... ahaha! che risate.
    Quell'anno è stata anche la volta del furto a villa, quel martedì mattina in cui ci hanno chiamato e tutto è diventato improvvisamente nero! A estate ragazzi c'era stato un furto e avevano scassinato la porta! Quante supposizioni, fatte a riguardo... che tensione!
    E poi come non ricordare l'assessore che non ci voleva far giocare fuori, perchè c'era stato un incidente! la sicurezza!
    Poi la passeggiata, con il Brambi che va a Bossea e poi ci raggiungono, dalla parte opposta! Tenendo Manuel a spalle, accompagnato da Andre.
    Le serate passate a fare oggetti per una vendita di beneficenza... e qua mi ricordo l'ultima sera, da delirio vero e proprio! risate senza motivo, vaccate a profusione, lavoro eterno.
    E il gioco notturno di quell'anno, con i cavalieri e le principesse! A correre come sempre per la Stellina.
    E quando ci siamo ritrovati io Andre e Ludo in cucina ed è scesa Giaci...ahah! che abbiamo dovuto strisciare per uscire senza aprire la serranda. E ritrovarci là, senza pigiama e sacco a pelo(io!).
    E poi le porte rotte e riparate coi chiodi da Andre (Pataccia). Oppure la doccia fatta a mo' di lager con lo shampo che c'era da lì chissa da che anni.
    E poi la mia festa di compleanno, con torta di mele e una candela tipo lumino.

    terzo anno…2006, e la squadra si rinnova! già! E' l'anno dei mondiali! E la febbre del tifo coinvolge anche noi. C'erano i luce appena arrivati, freschi freschi al loro primo anno! Ciccio, Garzaro e Miriam. Poi di drandi anche Martina Michela e Berta. Di noi ci lascia Andrea, che rimane sotto a Torino, e siamo io, il Brambi, Chiara, Marianna e Chiara. Quell'anno è stato anche molto sfortunato perchè c'erano relativamente pochi bambini, non il pienone degli ultimi anni. Noi animatori potevamo concederci una stanza tutta nostra! E qua è da ricordare le mitiche discussioni mie e del Brambi prima di addormentarci.
    E le sveglie di Giaci ogni santa mattina che ci diceva "io vado a messa, voi tra poco sveglaitevi!" e sempre a dormire fino all'ultimo.
    E poi il nostro apparato ingeneristico per far funzionare la televisione, la partita contro la Repubblica Ceca e poi contro gli U.S.A.!! quanto casino... i bambini “obbligati” a tifare! I mille giochi sul piazzale...
    Il lupo che lascia le tracce l’ultima sera, sul sacco nero, e le analisi fatte la mattina dopo da “Grissom” Brambi. Le megapartite alla Psp di Berta.  Il ritrovamento di un bel nido di vespe nella stanza adiacente ai bammbini, nessun rischio, solo tanto stupore!
    E la mattonella staccata dalla doccia, caduta mentre la pulivamo-disinfe(ttavamo/stavamo).

    ultimo mio atto lassù! già, perchè era l'anno della quarta superiore, il 2007. Quanti ricordi. Ormai eravamo solo più noi e i luce. C'erano Ciccio, Alessia, Miriam, Francesca, Claudio, io, il Brambi, Chiara, Marianna e Chiara. Poi una convocata a sorpresa... Elisa! perchè aveva già finito i suoi esami... Questo ultimo anno è stato molto arrangiato. Perchè metà del materiale ce lo siamo lasciato a Torino. Perchè un po' tutto cadeva sempre più a pezzi. Perchè i giochi erano tutti adattati a seconda dei giorni.
    Poi, come già dall'anno scorso, la Signora Lucia non ci aveva più dato la sua mitica stanza, peccato! Ma comunque ci siamo troppo divertiti lo stesso! Messi come deportati nel corridoio sopra, io nel mio antro, insonorizzato, senza nessuno che mi infastidisse.
    Il bambino che ha la saggia idea di andare a recuperare la palla senza dirci nulla, cade e si trova intrappolato. Così mentre passeggiavo Elisa mi dice che è caduta una palla, ma sentendo le urla vedo che è anche caduto un bambino, scatto dentro per mettermi le scarpe e aiutato da Mari lo andiamo a riprendere. Così dopo averlo salvato andiamo in chiesa per ringraziare e mentre lasciamo qualche secondo soli ibambini in piazza sentiamo una macchina passare e un tonfo, sbianchiamo e poi era la palla contro il pannello.
    Le passeggiate, i camion della spazzatura che passano e ripassano, le corse con la cariola, i turni in cucina mai fatti(!!)! Le chiaccheirate serali a suon di pasta e tonno e le scatole dimenticate per poi scomparire la mattina seguente!
    La disavventura del ripetitore Tim, fuori servizio, che funzionava a ondate. E così i Vodafone ci tenevano a contatto con il mondo e ogni tanto, quasi fosse una ventata veniva il segnale, ci portava le miriadi di messaggi in coda e poi se ne andava via di nuovo. Fantastico.
    Ma è stato anche l'anno del lutto lassù, per un incidente sul lavoro. Tragico. E tutto il paese si è stretto assieme, non ho mai visto così tanta gente in quella piazza.

    oltre a tutti questi ricordi ce ne sono tanti altri, che chiudendo gli occhi mi tornano in mente.. la macedonia e la finestra. I palloni caduti nel burrone e recuperati. I mille giri ad andare a prendere la legna. La stufa del dopoguerra. I muri che si sbriciolano. Le notti insonni per volere o meno. Le crocchette di patate. L’affettatrice sotto. Il subbuteo concavo con gli omini logorati dal tempo. Il biliardo che cadeva a pezzi. I cassetti pieni di reperti, storici. I tavoli rivestiti di plastica. Le sedie stinte e tutte diverse.

    Quello che forse mi ha sempre fatto più impressione era immaginarmi questo posto durante la settimana, durante l’anno, durante in freddo inverno. La tristezza e la desolazione che ci dovevano essere. In quel bar tanto stretto, piccolo e nell’emporio a finaco vedevo la vita che si perpetrava. Pensavo spesso alla signora Lucia e a tutti gli abitanti. Pensavo a quando la mattina si svegliavano ed erano assordati da quel silenzio che deve aleggiare quando fuori è tutto deserto. Che si sentano a volte soli?!
    Col tempo ti capita di andare in giro, e così qualche volta sono entrato proprio in casa sua. Due volte me le ricordo particolarmente. Ero andato per una prolunga o qualche altra cosa che non avevamo e mentre aspettavo nell’atrio vidi sul mobile tante foto, dei nipoti, dei figli degli amici. Tanti oggetti che non ti fanno sentire sola, che rendono popolata la tua casa. Un’altra votla notai che aveva appeso nell’atrio una ghirlanda che gli avevamo fatto noi coi bambini per ringraziarla di tutti i suoi favori. Penso che anche noi un po’ le mancheremo.

    C’era un libro di fotografie che s’intitolava “i luoghi dell’anima” era incentrato sui luoghi sacri e mistici. Per me Fontane di Frabosa ne è una. Con le sue vallate attorno. Con i suoi abitanti sempre uguali ma sempre diversi. Con il suo alone di solitudine. Perchè a votle c’è bisogno di stare lontani, per qualche giorno, dal mondo. Per rientrare in carreggiata avendo tirato il fiato.

    Di tante cose che mi mancheranno c’è anche la chiesa: San Bartolomeo. Curata e tenuta come un piccolo gioello. Semplice ma bella, accogliente. Coi suoi banchi in legno, che la mattina d’inverno erano gelati e quando ti sedevi ci si metteva un po’ a scaldarli. Quei suoi quadri sulla parete. Le riviste all’uscita. Le offerte che si davano nel cestello con il bastone. La messa di Don Leopoldo con le sue verità semplici di montagna. E tutte le volte che mi chiedevo cosa ci stava a fare là… e poi quel foglio all’entrata, così inqueitante, non che fosse una minaccia, lo vedevo più come un sospiro di aiuto:

    Se comincia Messa puntualmente,
    il suo orologio è avanti.
    Se ha un piccolo ritardo,
    fa perdere tempo a molta gente.
    Se abbellisce la chiesa,
    getta via i soldi inutilmente.
    Se non lo fa, lascia andare tutto in malora.
    Se parla da solo con una donna,
    si pensa subito di costruire un romanzo rosa.
    Se vuole bene alla gente, è perchè non la conosce.
    Se è giovane, non ha esperienza.
    Se è vecchio, non si adatta ai tempi.
    Se muore non c’è nessuno che lo sostituisce!

    Parafrasando Freccia, alias Ivan Benassi, credo che un luogo come quella la Stellina non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altri belli in maniera diversa. Già perchè alle volte la odiavamo, ci sembra che ci succhiasse il tempo. Torino era meglio, c’erano gli amici, i locali, il mondo… ma forse era proprio questo che la rendeva unica. Era togliendoci dagli affanni che ci dava del tempo, tempo per noi.

    Penso che un giorno ci tornerò, a farci un salto. Quando i ricordi saranno diventati un tutt’uno con l’idea. Quando di tempo ne sarà trascorso abbastanza per dire che quello era passato. Tornerò forse come Anguilla, ma non per restare, non per dire chi sarò diventato, ma cosa e dove sono stato. Grandi mattonelle delle delle più belle amicizie che ho con qualcuno le ho messe lassù, o a causa di quel posto. Penso che non potrò mai dimenticarmente, che sarà uno di quei luoghi del mio cuore in cui rifugiare il pensiero quando il mondo ti annienta. Penso che ognuno deve avere un suo luogo di pace, perchè a vivere sempre in tensione si finisce per non apprezzare il mondo e ciò ceh gli altri ci danno.

    Non ci sono emozioni grandi come un ultimo addio. Perchè ti delude sempre, non è mai come ti aspetti. Vorresti che ogni singolo gesto fosse impresso nella storia e invece rimarrà nel dimenticatoio, ma qualche singolo istante sarà per sempre nel tuo cuore. E quello basta. Nel chiudere per l’ultima volta quella saracinseca non c’è stato alcun battito di mani, pianto o momento di raccogliemnto… la vita è continuata, ma nei cervelli di ciascuno per qualche istante trovavano posto i ricordi del passato, di ciò che è stato per noi. Grazie…

    "...Il bambino segue un sogno, l'avventura fuori dal cortile, onda piena nelle notti chiare..."

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